sabato 24 giugno 2017

Captain Fantastic


Ecco un film che volevo vedere quando uscì alcuni mesi fa, ma che poi mi persi non so se per pigrizia o per distrazione. Sono contenta di averlo recuperato perchè mi è piaciuto molto. La storia è quella di una famiglia anomala, in quanto i genitori hanno deciso di crescere i sei figli in mezzo ai boschi, lontano da una società che disprezzano; nella loro piccola comunità autosufficiente, i ragazzi vengono educati in base a valori socialisti ed ecologisti oltre che allenati alla sopravvivenza. All'inizio del film però la madre è assente: è stata ricoverata in ospedale a causa di un grave disturbo bipolare. Quando il marito telefona alla sorella per sapere come sta, scopre che la sera prima si è suicidata. Il problema a quel punto è che la donna, buddista, ha lasciato un testamento in cui chiede di essere cremata, ma i suoi genitori le hanno organizzato il perfetto funerale cristiano, oltre a minacciare il marito di farlo arrestare se osa presentarsi. L'uomo da principio pare rassegnato, ma i ragazzi vogliono assolutamente partecipare e così alla fine partono tutti insieme. L'impatto con la vita reale però lascia dei segni in tutti loro, tanto che infine l'uomo comprende che i suoi metodi estremi hanno creato sì degli individui consapevoli, ma che al contempo li ha resi alieni e incapaci a interagire con il resto del mondo. Non riuscendo a impedire il funerale della moglie e rassegnato a lasciare i figli a vivere con i suoceri perchè comincino ad andare a scuola, l'uomo in qualche modo proprio dai figli viene salvato e tutti insieme trafugano il cadavere della madre bruciandolo poi su una pira in riva a un lago, con una commovente cerimonia di addio. Infine viene trovato una sorta di compromesso: la famiglia va a vivere in una fattoria dove comunque può portare avanti i suoi principi di indipendenza alimentare e la vita frugale alla quale è abituato, ma i ragazzi vanno a scuola. 


Viggo Mortensen interpreta il capofamiglia

Credo che il motivo per cui ci tenevo a vedere questo film fosse proprio capire come conciliare gli ideali con la realtà. Normalmente sono gli ideali che ne escono con le ossa rotte, ma non mi sembra che questo film dia un messaggio di totale disfatta. Il compromesso finale, anche se toglie il sorriso dalla faccia del padre, lo mantiene su quello dei figli. Personalmente ritengo che stare fuori dal mondo sia un'assurdità se avviene come imposizione (mentre ha senso farlo come scelta, dopo averlo provato, il mondo; in larga parte questa è la scelta che ho fatto, a un certo punto della mia vita) e che riguardo all'educazione dei figli nessun genere di campana di vetro abbia senso; molto meglio far sì che vedano in che mondo vivono, ma al contempo che gli si insegni una serie di cose, tra le quali la consapevolezza è certamente una delle più importanti.

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